Le arcate di Milano Chiaravalle / 3

Le arcate di Milano Chiaravalle / 3

I lavori alle arcate proseguono, anche se li interrompo spesso per cominciare a mettere insieme i pezzi dell’ambiente circostante. Per adesso ho tolto la tettoia laterale in modo da lavorare agevolmente e rendermi conto degli ingombri.

Oltre al kitbashing iniziale della struttura ho sostituito la copertura originale con delle lamiere ondulate ottenute tagliando dei rettangoli da vaschette da forno in alluminio, sagomati poi su una dima fatta di spaghetti (fare la spesa serve anche a questo). Manca ancora la riproduzione delle chiodature…

Ho cercato di attutire la bruttezza delle vetrate superiori facendo una sorta di bordura in plasticard… ma il risultato non mi soddisfa. Forse una volta data una patina di sporco l’aspetto cambierà, in caso contrario cercherò di inventarmi qualcos’altro. Magari anche qui una copertura in lamiera…

Ad ogni modo l’ingresso alla stazione comincia ad assumere un aspetto che mi convince. Tra una vetrata e una lamiera, ho deciso di montare alcune mensole della catenaria (bracci rigorosamente Tipo 1937) direttamente alle arcate d’estremità, un po’ come avveniva nella vecchia tettoia di Milano Nord Cadorna.
L’arcata centrale, essendo sprovvista di vetrata permetterà un diverso tipo di mensolatura… dico così perché ancora non ho deciso di quale genere… probabilmente adotterò un sistema a cavi sospesi.

S’intravede la struttura in cemento della stazione ispirata allo stile di Ulisse Stacchini, lo stesso di Milano Centrale. Ma di questo parlerò più avanti…

Una sbirciatina sotto le arcate:

Ovviamente la tettoia è ancora amovibile altrimenti non sarei in grado di posare il ballast… Ora attende una patinatura che avverrà nei prossimi 16 anni, tempo permettendo.

Le puntate precedenti:
Le arcate di Milano Chiaravalle / 1
Le arcate di Milano Chiaravalle / 2

Illuminazione:
La stazione accende la luce

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