Plastico: la struttura e il nome delle stazioni

Plastico: la struttura e il nome delle stazioni

Ebbene sì: ho già pensato al nome delle due stazioni presenti sul plastico. Quella più arroccata, ispirata alla stazioncina di Vernazza nelle Cinque Terre, prende il nome dal paesello soprastante che a causa della sua posizione morfologica e a causa di un influenza “Tolkieniana” si chiamerà Pietrariva. La stazione principale invece si ispira liberamente alla località dove vivo al confine con Milano, e sarà Milano Chiaravalle (ambizioso, vero?).

Per quanto riguarda la struttura ho deciso di adottare una soluzione particolare che non appoggiasse a terra, così da avere piena libertà di spostare/sostituire mobiletti e librerie. E a proposito di libreria, visto che lo spazio nella stanza-laboratorio è abbastanza ridotto, la struttura che sostiene il plastico svolgerà sia la funzione di libreria sia quella di ospitare l’impianto di illuminazione.

Navigando in Rete ho trovato la soluzione con l’aiuto di un blogger americano e la struttura che ho adottato è schematizzata qui sotto:

Si tratta sostanzialmente di costruire una serie di “C” con listelli di legno largo 7 cm e spesso 2, fissate al muro a distanza ravvicinata (max 50 cm, in modo da poter sopportare un discreto peso) e fissate alle pareti tramite tasselli. La parte inferiore e quella superiore sono state incollate e avvitate alla staffa con il rinforzo di un “quadrato” sempre in legno.

Tutte le mensole hanno un foro di 2 cm di diametro per far passare tutto il cablaggio necessario (illuminazione, alimentazione…) in modo che rimanga tutto raccolto, ordinato e soprattutto nascosto.

Una volta fissate al muro le singole C, ho applicato una sorta di bordura sia alle mensole superiori sia a quelle inferiori così da consolidare il tutto. Il bordo superiore sborda un poco verso il basso in modo che l’occhio non veda direttamente le lampadine nascoste.

Successivamente ho coperto tutto il perimetro con un “tappo” in legno spesso 15mm lisciato e verniciato e… voilà la libreria.

All’inizio ero un po’ scettico riguardo alla robustezza del tutto ma una volta completata la struttura ammetto che il risultato è assai solido. Oggi la parte superiore del plastico ospita la libreria con parecchi libri… e non è ancora crollata.

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