Il plastico è il frutto di un lavoro durato all’incirca 4 anni terminato nel dicembre del 2015. Le corse dell’ultimo momento vista la successiva nascita di mio figlio hanno lasciato alcuni dettagli ancora da sistemare, ma il 99% è stato terminato nonostante, come si suol dire, un plastico non possa mai considerarsi davvero finito. In questa pagina c’è una visione generale dell’impianto, ricordando che per ogni passo della costruzione sono stati pubblicati man mano dei post specifici di approfondimento.

Elenco generale dei post che riguardano il plastico QUI
Gli albori del plastico sono tutti descritti a partire da questa pagina con visione generale e specifiche tecniche.

Il plastico riproduce un viaggio ideale che parte da una grande città e arriva fino al mare. Centinaia di chilometri condensati in soli 4,5 x 2 metri con un frequente cambio di ambientazione dove sono state applicate diverse soluzioni salva spazio lasciando tuttavia un certo respiro alla ferrovia nella sua piccola realtà.

plastico

Il viaggio parte dalla piccola-grande stazione di Milano Chiaravalle, non una stazione di testa come la Centrale (dalla quale ho preso in prestito alcune forme e i favolosi Magazzini Raccordati) ma una di transito dove le linee principali si snodano e si dividono. Mi piace immaginarla come una porta d’ accesso verso sud, basata su un quartiere al confine della città, alternativa alla vera Milano Rogoredo dove finiscono i palazzi e comincia la pianura. I binari della cintura urbana si fanno strada con tutto il loro dedalo di scambi attraverso trincee e ponti, sovrastati dai palazzi. La stazione stessa è ingoiata dalla città, tanto che ne spuntano solo le tettoie.

Lasciata alle spalle la nebbiosa e grigia città non avevo sufficiente spazio per riprodurre una fetta di pianura, così sono passato direttamente al valico dei Giovi, passaggio obbligato per il transito verso Genova (Turchino a parte). Qui le opere ottocentesche della linea Succursale fanno da padrone con i suoi mastodontici viadotti ad archi e gallerie.

Ho dovuto mettere da parte anche la realtà urbana di Genova, arrivando direttamente in riviera nel paesello di Pietrariva con una mini stazione inglobata tra due gallerie, molto simile a Vernazza, soluzione inevitabile per riprodurre tutto in 80 centimetri scarsi. In tutto questo piccolo mondo trova posto anche un discreto binario singolo di ferrovia litoranea che porta ancora addosso tracce di trifase. Il mare c’è ma non si vede, anche se non è escluso che in futuro faccia la sua comparsa, ma questa è un’altra storia.

 

 

GALLERIA FOTOGRAFICA

Breve selezione di fotografie, difficile sceglierne poche…

 

I lavori sono terminati nel dicembre 2015. Ecco alcune foto panoramiche del plastico che lo mostrano in tutta la sua interezza.

 

 

VEDI ANCHE

000Il numero speciale di TTModellismo Extra n.6 pubblicato a gennaio 2016 è interamente dedicato al plastico e contiene 90 pagine con oltre 600 fotografie dove vengono mostrati tutti gli approfondimenti, qualche segreto e tutti i passi della costruzione dall’inizio alla fine.

 

Currently On My Stereo: INTERPOL “EVERYTHING IS WRONG”

 

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