Galleria Bosco Atro

Galleria Bosco Atro

La galleria Bosco Atro è un opera ottocentesca presente sulla linea dei Giovi e prende il nome dall’omonimo bosco circostante, così come il monumentale ponte a sette archi. plate_boscoatroNaturalmente il bosco citato non esiste, fa solo parte della realtà del mio plastico ed è stato preso in prestito dal racconto di J.R.R.Tolkien “Il Signore degli anelli”, luogo a nord-est della Terra di Mezzo. L’architettura della galleria è ispirata a quelle realmente presenti lungo la linea ferroviaria dei Giovi sia su quella storica, sia sulla Succursale e la sua costruzione è molto semplice, basata soprattutto sull’uso di cartoncino.
Le forme sono state ricavate da foto dal vivo e come prima cosa ho disegnato un’ellisse che comprendesse i due binari (con interbinario di 48 mm) e il passaggio di locomotive con pantografo alzato. Ho applicato il disegno a differenti dime in cartoncino finché non ho trovato le misure e le proporzioni più soddisfacenti. Cercando su Internet si trovano comunque facilmente sezioni di gallerie simili e avrei anche potuto usare i disegni quotati ma ho preferito procedere in questo modo perché l’ho trovato più veloce e non volevo farmi fermare da ostacoli inutili.

Vera musa ispiratrice della Bosco Atro è la galleria Facchini della Succursale dei Giovi, la prima che si incontra tra il ponte di Rivarolo e il doppio bivio Fegino-Succursale.

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Foto FS. Si vede una D341 aiutare i treni a trazione elettrica a 3.000 V mentre viene sostituita la linea aerea ancora ad alimentazione trifase. Nella foto fatta col cellulare, una situazione più o meno simile, con tutte le varianti del caso e licenze modellistiche possibili e immaginabili.

Il portale è costruito principalmente con materiale “precotto” ovvero con struttura in cartoncino da 2 mm e vari fogli con riproduzione di pietre più o meno irregolari e con stili diversi, tutto materiale Vollmer (46043) e Heki (72272) stampato in rilievo. Ho scelto questa strada perché dovendo scegliere tra l’incisione di forex o gesso e il cartoncino “embossed”, cioè in rilievo, il risultato finale di quest’ultimo mi ha convinto di più.

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Per il coronamento in mattoni ho usato fogli di plasticard dell’inglese Slater’s Plastikard lavorati a cutter per seguire la conformazione dell’imboccatura. Ho usato lo stesso foglio di mattoni anche per il rivestimento interno a volte mischiandolo a cartoncino stampato e sono passato alla verniciatura con diverse tonalità di marrone e arancione per cercare di dare un effetto mattone convincente prima della sporcatura.

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Ho colorato le singole pietre del foglio Heki in marrone scuro con il colore Humbrol 98 in questa maniera vengono risaltate le fughe rimaste grigie. Dopodiché con una serie di lavaggi con vari colori Humbrol opachi molto diluiti ho cercato di uniformare i colori e le colate di sporco. Ho aggiunto anche tutto il sistema dei canali di scolo delle acque che normalmente corrono alla base dei portali. I dettagli aggiuntivi li ho realizzati con vari materiali: canaline a terra e camminamenti sono in cartoncino, i cavi che spuntano e si appendono alle pareti sono pezzi di fil di ferro da 0.3 mm e la targa con il nome è fatta a computer.

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Terminata la costruzione fuori opera ho posizionato il portale al suo posto, con quella sua caratteristica casupola posta proprio sopra l’imboccatura anch’essa realizzata in cartoncino con persiane fatte a computer. La vegetazione ha arricchito tutta la zona circostante.

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