Metrò di Milano scala H0

ELETTROTRENO METROPOLITANA MILANO LINEA 1

IL MODELLO IN 1:87

N3C Modelli Milano in collaborazione con daTrains miniatures sono orgogliose di presentare il modellino artigianale in scala 1:87 di un elettrotreno della Linea 1 della metropolitana di Milano. Il treno è composto da tre pezzi di cui due vetture pilota e una rimorchiata intermedia riproducenti le unità del 4° lotto, ambientabile in un periodo compreso tra la metà degli anni ’70 e la fine degli anni ’80.

Casse, telai, carrelli e tutti i dettagli del modello sono realizzati in 3D, depositati in prototipazione rapida successivamente replicati in modo professionale in resina ad alta qualità e in fusione di metallo. Di seguito, le principali caratteristiche tecniche:

  • Cassa, telai e carrelli in resina con assi in metallo;
  • Cornici delle velette e dei finestrini in fotoincisione arricchite da tampografia a imitazione delle cornici in gomma;
  • Vetri in plexiglass tagliato al laser;
  • Riproduzione parziale degli interni con banco del macchinista e nell’area passeggeri sedili blu con riproduzione del pavimento in gomma;
  • Pattini sui carrelli per presa corrente da rotaia laterale realizzati in resina;
  • I ganci tipo Scharfenberg sono realizzati in fusione di metallo e sono arricchiti con riproduzione delle condotte in fotoincisione. I ganci sono forniti sia per la riproduzione statica, sia per quella dinamica, sostituibili semplicemente svitandoli, con la possibilità di accoppiare tra loro 2 treni per ottenere la composizione da 6 pezzi;
  • Pantografi realizzati in fotoincisione e funzionanti meccanicamente, corrimano riportati, tergicristallo e specchietti sono sempre in fotoincisione;
  • I modelli sono realizzati sia in versione folle (dummy), sia equipaggiati con carrello motore Halling ad alte prestazioni con presa di corrente su 4 assi per una migliore captazione. Il motore è molto compatto e rimane celato alla vista sotto la linea dei finestrini;
  • I convogli motorizzati sono tutti dotati di luci bianche/rosse a led secondo il senso di marcia su Pcb realizzato da Almrose;
  • Il treno viaggia su un raggio minimo di curvatura di 480 mm.

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LA STORIA

La storia della metropolitana di Milano comincia molto tempo fa, l’idea di un mezzo di trasporto sotterraneo al servizio della città infatti cominciò a farsi strada fin dall’inizio del secolo scorso, a integrazione di una rete tranviaria capillare che però nel corso degli anni si trovò satura e non più sufficiente a smaltire i volumi di traffico, anche privato, sempre più crescenti. L’idea di una ferrovia sotterranea prese corpo e furono studiate varie ipotesi per un percorso funzionale che potesse soddisfare tutte le esigenze, tuttavia si dovette attendere fino al 1955, anno in cui venne costituita la Metropolitana Milanese S.p.A., per avere un percorso definitivo e il via libera ai lavori di costruzione.

La prima vettura costruita dalla Breda venne calata dall’accesso di piazza Cairoli già nel 1962 (10 dicembre), la quale assieme ad altre vetture calate nei giorni successivi diede inizio a un lungo periodo di prove mentre furono terminati tutti i lavori di finitura delle stazioni. La metropolitana di Milano fu quindi inaugurata ufficialmente il 1° novembre 1964 con l’apertura della tratta Sesto Marelli – Lotto lunga 12,5 km con 21 stazioni sulla linea 1 (rossa). La MM rimane un vero e proprio capolavoro di ingegneria nonostante ci furono, soprattutto durante gli ultimi anni, vari tentativi (falliti) per snaturarne l’aspetto pasticciando con grafica e architettura. Fortunatamente sono rimaste invariate le sue caratteristiche principali assieme ai suoi principali elementi identificativi frutto delle menti e delle esperienze di Franco Albini e Bob Noorda.

I lavori di costruzione furono particolarmente complessi dal momento che non vennero usate trivelle ma furono letteralmente scavate le strade, costruite le paratie armate delle gallerie e ricoperte di nuovo per riaprire in fretta la strada soprastante. I lavori sotterranei residui alle gallerie sono stati completati successivamente con pareti e coperture già eseguite. Il metodo costruttivo divenne piuttosto famoso tanto da fare storia ed essere conosciuto come “metodo Milano”; tutto questo non senza difficoltà viste le innumerevoli condutture fognarie da spostare, le opere archeologiche rinvenute durante gli scavi e il delicato passaggio nei pressi di monumenti importanti come il Duomo e il Castello Sforzesco. Riguardo al materiale rotabile e al tipo di alimentazione furono prese in esame diverse soluzioni, fu anche studiata una soluzione ibrida ovvero un tracciato in grado di ospitare sia il transito di treni convenzionali sia quello di treni “gommati”, come quelli già in uso nella metropolitana di Parigi. Tuttavia gli esiti delle prove non furono soddisfacenti, tanto che alla fine si scelse un sistema ferroviario tradizionale alimentato a terza rotaia.

Gli elettrotreni della Linea 1 funzionano con una tensione di 750 V c.c. e prendono corrente grazie a un sistema a terza rotaia dove oltre alle due rotaie standard sono presenti anche una rotaia centrale (conduttore) e una laterale (conduttore laterale positivo). Gli elettrotreni sono equipaggiati inoltre con un piccolo pantografo utilizzato esclusivamente per le manovre nei depositi, alimentati per ragioni di sicurezza con linea aerea di contatto.
I treni furono costruiti in ben nove lotti nel corso degli anni con alcune variazioni. I rotabili dal primo al terzo lotto erano costruiti in acciaio mentre quelli successivi erano in lega leggera, soluzione che consentì di inserire nelle composizioni-tipo una rimorchiata intermedia tra le due vetture pilota (M+R+M) senza interferire nelle prestazioni e nella capacità di accelerazione. Vennero costruite anche delle elettromotrici senza cabina a integrazione dei lotti precedenti, per questo era possibile notare delle vetture rimorchiate dotate di pattini laterali. Le casse delle vetture del 4° lotto furono costruite tra il 1973 e il 1974 dalla Fiat di Savigliano e dalle Officine Meccaniche di Cittadella in lega leggera opportunamente saldata, questo ne consentì una costruzione semplificata e una particolare resistenza agli agenti atmosferici. Le porte di accesso, 4 per ciascun lato, sono tutte a filo cassa e si aprono con comando elettropneumatico con antine scorrevoli all’esterno della cassa. L’equipaggiamento elettrico di trazione e frenatura è di tipo “full-chopper” con frenatura elettrica a recupero (costruzione Marelli – Jeumont), caratteristica che consente prestazioni elevate e particolare dolcezza in accelerazione e in frenata, oltre a considerevoli riduzioni nel consumo di energia. Infine i carrelli sono di produzione TIBB: carrello motore M 104 e carrello portante P 113 con sospensione primaria ad elementi gomma-acciaio e sospensione secondaria a molle.

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