Stampa 3D e fermodellismo / 2

Stampa 3D e fermodellismo / 2

Continuo a sperimentare la stampa 3D in vista di un’applicazione al fermodellismo. Dopo le prove di confronto tra alcuni Service per la stampa del carrello TIBB ho provato a selezionare il fornitore che mi aveva soddisfatto maggiormente e gli ho fatto stampare tutti gli elementi che servono per comporre una elettromotrice pilota (Udt) della metropolitana di Milano, in particolare un mezzo del IV lotto, costruito nel 1973-74 e disegnato interamente con Google Sketchup.

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Le schermate qui sotto mostrano l’Udt con tutti gli elementi assemblati:

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Per la stampa mi sono voluto rivolgere a iMaterialise pur conoscendo le limitazioni della tecnologia di stampa che adotta, non proprio il massimo su settori particolarmente curvilinei e il mezzo che ho scelto ne ha parecchi. Il motivo della scelta per adesso resta il colpo d’occhio migliore per la stampa del carrello TIBB e il costo, ovvero i prezzi dei Service online rientrano tutti dentro una certa fascia la quale, nonostante sia comunque piuttosto cara, sfrutta tecnologie con delle limitazioni a livello di micron. Per aumentare la qualità e per ottenere un ottimo risultato per il nostro hobby bisogna spendere ancora più soldi, rivolgendosi ad aziende specializzate che sfruttano tecnologie di stampa più evolute e cioè prototipazione rapida, ma ovviamente il ragionamento non ha senso se poi non si vuole replicare l’oggetto.
Ora, a dirla tutta quando mi sono ritrovato tra le mani le stampate sono rimasto tutto sommato molto sorpreso perché a occhio nudo la vista d’insieme è notevole, soltanto che viviamo in un mondo dove le foto digitali ci evidenziano il classico pelo nell’uovo e il modellista è diventato molto più esigente di 15-20 anni fa. Perciò quello che l’occhio non vede, lo vede bene l’obiettivo di una fotocamera e quello che a occhio pare un ottimo risultato, analizzando i dettagli risulta solo discreto.

Qui sotto, la foto mostra tutti gli elementi scomposti appena usciti dalla confezione:

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Visto il frontale curvilineo e tetto a dorso d’asino, l’orientamento meno invasivo per la stampa è risultato quello in piano anche se in questo modo sulle fiancate si notano le righe orizzontali. La cannellatura sul tetto si nota appena, confusa dalle righe dei vari livelli di stampa, ma in fondo è meglio averle qui che sul frontale. Non ho considerato di scomporre il mezzo in modo da avere tutte le facce rivolte verso l’alto per limitare le rigature sopratutto a causa della cabina, perciò per questo giro ho preferito stampare la cassa in un blocco unico. Per contro, alcuni dettagli molto piccoli sono stati riprodotti in modo abbastanza buono.

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Visto che il modello risulta un po’ impolverato a causa della prima pulizia fatta da iMaterialise la prima cosa che ho fatto è stata dare una pulita con uno spazzolino da denti a setole morbide per togliere tutti i residui dai dettagli. Le foto ravvicinate enfatizzano il famigerato effetto millerighe ma dopo una spruzzata di primer bianco Tamiya l’effetto si attenua e tanti difetti si affievoliscono. Per mitigare ancora un po’ l’effetto ho successivamente grattato le superfici più vistosamente rigate con una passata di carta vetrata finissima, cercando di fare attenzione ai vari dettagli sparsi in giro per evitare di grattarli via.
Una passata ulteriore di primer ha uniformato tutto ancora di più ma non si può esagerare per evitare un effetto troppo impastato, tanto poi penserò a rovinare tutto con la verniciatura.

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Questo è il risultato della Udt assemblata dopo un leggero trattamento a carta vetrata e successiva passata di primer:

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Nell’insieme la motrice non è venuta poi tanto male, anzi, il colpo d’occhio è buono e il risultato ha superato le mie aspettative considerando il livello dilettantistico dell’esperimento che farà da scuola a una successiva ristampa dopo aver apportato tutte le correzioni del caso. Non vanno dimenticate tutte le considerazioni scritte finora, tra cui anche il fatto che comunque il processo rimane caro: tutti i pezzi stampati per la motrice sono costati circa 140 euro (il preventivo di Shapeways supera i 200 euro per stampa in FED) quindi al di là della soddisfazione personale non so fino a che punto il gioco valga la candela ma terminerò comunque il lavoro passando alla verniciatura, in attesa che la fotoincisa mi invii i dettagli in fotoincisione come le cornici dei finestrini, i corrimano e i pantografi. Poi vedremo cosa ne verrà fuori…

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Currently On My Stereo: GOD IS AN ASTRONAUT “SUICIDE BY STAR”